DE NOVA LUCE - Tribal bellydance emozionaleR
Martina Campanelli, Diana, Monica Garini, Erika Giannattasio, Chiara Pignocco, Barbara La Loggia.

Direzione Artisitica: Francesca Pedretti.
 

La forma della danza orientale è la base che accomuna le mie danzatrici, che accomuna le persone che studiano con me, sia nei work come nelle lezioni settimanali; su questa base si costruiscono nuove forme che evolvono e si alternano agli elementi consolidati, generando strutture coreografiche davvero espressive e ogni volta differenti, perchè uniche e irripetibili.

Si tratta di espandere il rigido e impersonale schema che si concentra sulla tecnica della danza, a favore dell'Inserimento di concetti estranei rispetto all'usuale trattamento della materia.
Un lavoro sull'ascolto e la sintonia nel gruppo, l'attenzione all'emozione e all'immaginazione. La realizzazione di sequenze coreografiche si alterna al lavoro individuale di improvvisazione e interpretazione a partire da differenti stimoli: dal gesto che diviene tema da esplorare alla narrazione dell'emozione che si traduce in forma.

Una ricerca che appaga l'ambizione di creare un repertorio che si estende tra danza orientale moderna di alto livello fino alle esperienze più recenti della tribal fusion elaborando in senso innovativo la old school, con le sue spettacolari e coinvolgenti improvvisazioni. La preparazione di questo lavoro, studio ed evoluzione continua, che possa contenere in modo innovativo questi differenti linguaggi e la formazione delle danzatrici che li interpretano sono attualmente al centro dell'impegno di Francesca e della sua compagnia.

 
 
Martina Campanelli

Martina, si affaccia al mondo della danza a soli sei anni, frequentando corsi di classica e moderna; negli anni successivi sperimenta vari tipi di danza, dalla Modern Jazz, all’ Hip Hop e Funky, facendo una breve incursione nella Break Dance
A soli 16 anni, nel 2001, incontra la Danza Orientale grazie ad un corso tenuto da Silvia Ghedy presso il “Club Magica” di Milano, prima Accademia di danze etniche in Italia.
Dal 2002 prosegue i suoi studi con Francesca Pedretti, presso il “Circolo Zagharid” di Jamila Zacky.
Studia vari accessori come sagat (cimbali), il bastone (stile Saiidi e Raqs El Assaya ), il velo, la spada, le ali di Iside ed il vassoio con le candele.

Nel 2005 segue la sua Maestra Francesca all'atelier “Les Soeurs Tribales” nel quale, oltre a proseguire la sua formazione nella Danza Orientale Moderna, inizia un percorso di Tribal Bellydance, stile che attualmente la caratterizza.
Nel 2009 consegue la certificazione Tribal livello 1 presso “Les Soeurs Tribales” ed  entra a far parte del nuovo progetto artistico di Francesca Pedretti"DE NOVA LUCE -  Tribal Bellydance Emozionale ™”

Nel 2011 prende la certificazione del Format Tribal Bellydance Old school- De Nova Luce, per l’insegnamento.

Contemporaneamente studia Teatro Danza con Cristina Sforzini  presso Metiss’Art e continua ad aggiornare la sua formazione con insegnanti di fama nazionale ed internazionale in Italia e all’estero, come Wendy Buonaventura, Dalia Carella, Virginia Mendez, Myriam Szabo, Paulette Rees Denise(Gypsy Caravan), Isabel  De Lorenzo,  GeneevaBybee , Anasma Wuong, Elisheva(Bellyqueen), Aszmara, Kaeshi Chai(Bellyqueen), Ariellah, Amy Sigil (Unmata),  Kami Liddle ,Malika Ferhat, Silviah.

Con la compagnia De Nova Luce si è esibita nei più grandi Festival di danze orientali e di fusioni in italia e nel mondo , tra i più importanti:

 The New York Theatrical Bellydance Conference, Festival Bellyfusions (Parigi), Festival en la costa del Sol (Malaga), Silk Road Projects- Venice oriental dance convention, Roma tribal meeting, Gothla (Milano).

Dal 2007  insegna Danza Mediorientale Moderna, Tribal Bellydance e Tribal Fusion a Milano e nell’ hinterland.


 
Diana
 
Arrivava sin da giovane età dal nuoto sincronizzato, praticato per anni e anni (dalle elementari fino agli ultimi del liceo) che si trasformarono in tempi troppo aspri e severi, nella decisione di addolcire e di sciogliere le tensioni del corpo si iscrive casualmente a danza del ventre, nel 2004.
Dice "io penso che un buon insegnante sia una persona in grado di trasmetterti la passione" e infatti si sente fortunata ad aver conosciuto casualmente Giorgia Vanessa, insegnante orientale che cominciava a dedicarsi alla Tribal Bellydance, accidentalmente l'insegnante mette a termine la sua attività e Diana si ritrova orfana, ma con un indizio: un gruppo di Tribal Bellydance di Milano la cui leader una certa Francesca Pedretti.
Continua i suoi studi di Tribal Bellydance con la Pedretti e grazie a lei viene inspiegabilmente attratta dallo stile orientale, di cui mai aveva manifestato un particolare apprezzamento.

Nel frattempo è vittima della voglia di viaggiare e si sposta per un annetto prima di decidere di tornare in patria, senza smettere di danzare però.
Da allora all adesso Diana continua ad approfondire il suo studio matto e disperatissimo partecipando a seminari di danzatrici straniere, in ordine: Sharon Kihara (Bellydance superstars), Geneva Bybee, Heather Stants (Urban Tribal), Kami Liddle (Bellydance supersatars), Unmata, e sorpresa: Virginia, infine Darshan e Serah Solstice con le quali ha condiviso bei momenti a NYC.
Ciononostante è avida di sapere e da poco prova ad eliminare i suoi limiti di giovane danzatrice studiando Linguaggio del Corpo con Rosy Di Costanzo (Comuna Baires) e un training con Irina Casali (Comuna Baires).


 
Monica Garini
 
Diplomata in lingue e laureanda in Mediazione Linguistica e Culturale all'Università Statale di Milano.
Dopo aver sperimentato ginnastica artistica, danza jazz e moderna, e balli latino americani, la sua passione per il mondo arabo l'ha portata ad avvicinarsi alla danza orientale e successivamente alla Tribal Bellydance old-school e fusion.

In queste discipline ha trovato la massima espressione del suo amore per la danza e le studia con molta passione dal 2005.


 
Erika Giannattasio
 
Diplomata in lingue straniere, lavora e studia a Milano.
Dal 2004 studia danza orientale e tribal bellydance con Francesca Pedretti, partecipa alle attività del gruppo di studio e approfondisce le tematiche della tribal bellydance con artisti internazionali come Kami liddle, Unmata e Gipsy Caravan.


 
Chiara Pignocco
 

Chiara cerca fin da piccola un modo con cui esprimere se stessa ed esplorare il mondo che ha attorno; prima attraverso un avvicinamento alla danza classica, poi con lo studio del pianoforte e la sperimentazione artistica in diversi ambiti.

Si imbatte nel karate, che l'appassiona per alcuni anni e che ad oggi influenza il suo modo di essere e di ballare, nella ricerca di un movimento che non sia solo estetico ma diretto e potente. S’innamora della danza classica indiana, sua prima vera “madre” coreutica, ma dopo diversi anni lascia quella via per cercare forme più personali e meno codificate.

Studia danza orientale a Torino, città dove è cresciuta e dove si laurea in Scienze dei Beni Culturali,e a Milano, dove infine conosce la tribal bellydance e la tribal fusion. L’incontro con Francesca Pedretti arriva nel momento perfetto e illumina la sua ricerca verso nuove strade.

Attualmente si dedica anche, attraverso un percorso di formazione in danza integrata e danzamovimentoterapia, ad approfondire le applicazioni sociali e terapeutiche di musica, arte e danza in relazione a soggetti che abbiano deficit di comunicazione, handicap fisici, mentali o che vivano situazioni di disagio.

 


 
Barbara La Loggia
 
Architetto, laureata presso il Politecnico di Milano, ama l'arte in ogni sua forma.
Dopo un passato in cui ha sperimentato discipline come l'equitazione, la ginnastica ritmica, l'atletica e soprattutto il nuoto, intraprende nel 2005 il suo percorso nella danza, perchè "attratta da una flebile musica mediorientale aldilà della porta rossa di una palestra".
S'infatua di questa danza perchè il suo corpo può così disegnare immaginarie linee, cerchi, simboli dell'infinito e creare fittizi volumi...
"dopotutto, l'architetto è un artista che crea partendo dal corpo che abita lo spazio, e si muove dentro di esso. Anche la danza necessita del corpo per creare ed esprimere...il movimento si adatta ad esso e lo plasma."
Dopo soli due anni lascia la sua prima insegnante di danza classica mediorientale per cercare nuove strade che possano accompagnare la sua naturale evoluzione.
Frequenta stages e successivamente affida le proprie aspettative ad un'insegnante che, a causa di comportamenti inadeguati al ruolo svolto, riesce a farla "disinnamorare".
Smette per sei mesi di studiare, ma non di danzare, partecipando a soli eventi di beneficenza.
Un anno fa, l'incontro con Francesca Pedretti, sua attuale insegnante, che la riporta all'iniziale stato di estasi per questa tipologia di danza.
Grazie ad un sogno ed a un fortuito incontro, si imbatte nel Butoh che riesce a pervadere il suo essere, divenendo parte integrante del suo approccio alle arti legate al movimento del corpo.
Ora l'unione tra le danze mediorientali e il Butoh risulta essere indispensabile, generando un'insolita fusione di forme, tensioni, rilassamento e corpo svuotato.

 
 
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